• 27/11/2022

A Bologna, Modena e Ferrara un’impresa su 5 è femminile, a Reggio rappresentano il 18% del totale

 A Bologna, Modena e Ferrara un’impresa su 5 è femminile, a Reggio rappresentano il 18% del totale

A Ferrara, oltre un’impresa su cinque è femminile. Infatti, le 7.217 imprese attive “in rosa” nella provincia incidono, sul totale delle imprese attive (30.938), per il 23,3% (nel 2013 era al 21,9%). 7 su 10 sono imprese individuali ma risultano in crescita le donne che scelgono come forma giuridica la società di capitale e le cooperative, mentre le società di persone nel corso del 2021 sono diminuite; nel complesso il numero di imprese femminili attive cresce di 73 unità rispetto al 2020 (+1,0%) con andamento opposto alle imprese non rosa che calano del -0,2%.

In Emilia-Romagna ancora una volta Ferrara è la provincia più “femminile” (distanziando Piacenza e Rimini per oltre un punto percentuale). Le imprese femminili ferraresi costituiscono l’8,5% del totale regionale, mentre il peso sul totale nazionale è dello 0,6%. Le attività si concentrano in alcuni settori: il 24,2% opera nel settore del commercio, il 19,4% nel settore agricolo. A seguire troviamo i servizi alla persona (13,5%), l’alloggio e ristorazione (11,5%) e le attività manifatturiere (6,3%). Osservando la presenza delle donne dal punto di vista settoriale, emerge la chiara inclinazione verso alcuni ambiti. Tra questi, le attività dei servizi per la persona (tra cui attività di lavanderia, parrucchiere, istituti di bellezza ecc.), dove quasi l’80% sono capitanate da donne (760 imprese su 960 in valore assoluto).

Bologna

Sono 18.136 le imprese femminili attive nell’area metropolitana di Bologna al 31 dicembre 2021: una impresa bolognese su 5 è femminile. Ogni 10 imprese femminili una è gestita da under 35, mentre una su 4 opera nell’ambito dell’artigianato. Le imprese femminili straniere sono 2.683 e rappresentano il 15% delle imprese in rosa attive.

Le donne che scelgono di fare impresa autonomamente preferiscono lavorare con altre donne: l’80% delle imprese femminili bolognesi è infatti gestito esclusivamente da donne. Il 2021 ha visto l’apertura di 1.310 imprese femminili, mediamente circa 5 ogni giorno lavorativo: 1.105 sono state invece quelle che hanno chiuso.Operano principalmente nel commercio (25%), negli altri servizi personali (11%), nell’agricoltura (10%), e nell’alloggio e ristorazione (10%).

Crescono attività professionali (+32), servizi alle imprese (+31) e credito e assicurazioni (+8); diminuiscono invece commercio (-95), alloggio e ristorazione (-49), altri servizi personali (-25), attività immobiliari (-21) e agricoltura (-20). Nel Comune di Bologna si concentra il 40% delle imprese femminili.

Modena

A Modena sono oltre 14 mila le imprese in cui la maggioranza dei soci è rappresentata da donne imprenditrici, ovvero il 22% del totale aziende operanti in provincia, contro una media regionale del 21,3%. Nel 2021, nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia, si sono incrementate del +1%, una marcia in più rispetto alla media che è cresciuta solo del +0,5%.

Quasi tutti i settori registrano un aumento delle imprese attive, ma soprattutto le costruzioni (+7,0%) in forte espansione grazie ai bonus fiscali. In crescita anche i servizi alle imprese (+2,5%), i servizi alle persone (+1,5%) e il commercio (+1,3%).

Le donne imprenditrici con cariche nel Registro Imprese di Modena sono 29.800 ovvero il 28,8% del totale. L’imprenditoria femminile tenta dunque di reagire alla crisi costituendo nuove attività, viste anche come forma di autoimpiego.

Reggio Emilia

Dopo un 2020 segnato da una sostanziale stabilità (9.998 imprese rispetto alle 9.990 del 2019), le imprese femminili reggiane hanno ripreso a crescere nel 2021. Al 31 dicembre scorso, infatti, se ne contavano 10.172; 174 unità in più, in sostanza, che hanno portato al 18,6% l’incidenza delle imprese femminili sul totale delle realtà imprenditoriali iscritte all’apposito registro della Camera di Commercio.

La suddivisione per settori è rimasta sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti, con il commercio che, da solo, vede attive quasi un quarto delle aziende guidate da donne; in quest’ambito, infatti, si concentrano 2.474 imprese femminili, con una prevalenza di quelle attive nel commercio al dettaglio (1.721 unità).

La graduatoria assegna il secondo posto al comparto dei servizi alle imprese, con 1.621 aziende femminili, la maggioranza delle quali presente nel settore immobiliare (662 imprese), seguite dalle 179 impegnate in attività di supporto per le funzioni di ufficio, dalle 164 che svolgono attività ausiliarie dei servizi finanziari e dalle 150 che sviluppano altre attività professionali scientifiche e tecniche.

Sebbene il comparto dei servizi alla persona giunga terzo nella classifica della presenza femminile nell’imprenditoria reggiana con 1.441 aziende, è proprio qui che la componente femminile risulta determinante, con una quota del 43% sul totale delle aziende attive nel settore. Un’incidenza rilevante, dunque, che sale al 50% nell’ambito della sanità e dell’assistenza sociale e si porta addirittura al 65% all’area “altri servizi alla persona” (dalle lavanderie ai saloni da parrucchieri) sul totale degli operatori che svolgono la stessa tipologia di attività

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