• 25/11/2022

Caiumi: “Dobbiamo pensare oggi al futuro delle nostre imprese”

 Caiumi: “Dobbiamo pensare oggi al futuro delle nostre imprese”

Nella sua relazione all’Assemblea Pubblica, il presidente di Confindustria Emilia Area Centro Valter Caiumi delinea alcune prospettive per il futuro delle imprese.

Focus sulla sostenibilità nelle diverse priorità (persone e modelli economici) e sull’innovazione.

Oggi, in occasione dell’Assemblea Pubblica di Confindustria Emilia, il Presidente Valter Caiumi ha parlato davanti a una platea di duemila rappresentanti delle imprese del territorio, delineando alcuni orientamenti su cui le aziende sono fortemente chiamate a intervenire, portando anche all’attenzione del pubblico temi di stringente attualità.

La prima parte della relazione di Caiumi si è focalizzata sul macro tema “pianeta” per condividere importanti considerazioni strettamente collegate alla sostenibilità – nelle sue diverse priorità (persone e modelli economici).

“La sostenibilità ha già introdotto nuove regole di mercato e di cittadinanza, ben più forti di qualsiasi regolamento normativo, che riguarda tutta la società. Si tratta di un’evoluzione che va alimentata correggendo eventuali pratiche inadeguate grazie alla consapevolezza dell’oggi, ma senza demolire il lavoro fatto sino ad ora. Per noi manifatturieri, vuol dire creare prodotti sostenibili e recuperabili realizzandoli in modo sostenibile. Come possiamo farlo? Con attenzione a persone e modelli economici”.

 

Le persone

Caiumi ha sottolineato come sia fondamentale tornare a porre l’accento sulla centralità della comunità del lavoro e del capitale umano, per una continuità del lavoro nel lungo periodo. Ha evidenziato l’importanza della trasformazione che le imprese devono operare, per una nuova concezione di ciò che oggi chiamiamo lavoro, che interpreti il percorso di carriera su tre concetti chiave – la ricerca, la formazione, il fare – che dovranno essere sempre più connessi per valorizzare nell’impresa le future generazioni.

L’asset del capitale umano e la sua costante formazione sono elementi imprescindibili di una società economica all’avanguardia in grado di rispondere attivamente a tutti gli stimoli e sollecitazioni. Questo deve diventare un tema costante delle agende dei collaboratori e dei budget delle imprese, a prescindere dalla dimensione. I migliori studenti e le migliori studentesse di oggi e manager di domani dovranno essere costantemente in formazione, in un contesto che ha bisogno di risposte sempre nuove e rapide”.

In questo quadro si inserisce l’annuncio sull’evoluzione del progetto Study in Action – la piattaforma di e-learning a disposizione delle aziende associate a Confindustria Emilia Area Centro che può ospitare sino a 70mila utenti e offre corsi di formazione gratuiti ai dipendenti delle aziende. Oltre a un costante ampliamento dell’offerta formativa, Study in Action si arricchirà della possibilità per le imprese di creare percorsi a premialità per incentivare lo sforzo collettivo verso l’autoapprendimento e l’accrescimento del patrimonio di competenze.

I modelli economici

Il presidente Caiumi ha sollevato il tema del potenziamento delle leve per continuare ad accelerare il business delle aziende del territorio. Nei prossimi mesi, con i principali operatori del settore, sarà avviato un punto di contatto aperto a tutti per valorizzare le comunicazioni sulle opportunità di acquisto delle piccole e medie imprese, tradizionalmente escluse dall’attenzione della finanza.

Le piccole e piccolissime imprese custodiscono parti di conoscenza manifatturiera vitali per l’intera filiera e negli anni hanno contribuito a tanti passi di ricerca collaborativa, spesso inconsapevole allo stesso territorio che ne ha beneficiato. Efficientare le filiere può voler dire anche unirsi lungo la filiera stessa”.

Inoltre, di fronte ad un contesto geopolitico particolarmente critico che sta rendendo sempre più complesso il problema dell’aumento della domanda di materie prime e la conseguente scarsità delle risorse disponibili, Caiumi ha ricordato che la transizione verso un modello economico circolare rappresenta, per le imprese e le proprie filiere, un obbligo per continuare ad alimentare la crescita e lo sviluppo, in alternativa all’attuale modello lineare. E ha lanciato l’iniziativa Albo Circular, una piattaforma pensata a supporto di tutte le imprese che offrono o cercano soluzioni “circolari” per il proprio business (come, per esempio, fornitori di servizio di riciclo, acquirenti di scarti di lavorazione, fornitori di materie prime secondarie).

Innovazione: space economy e metaverso

Nella seconda parte della sua relazione, il presidente Caiumi ha voluto portare all’attenzione della platea due innovative dimensioni industriali a cui guardare. Parlando infatti delle prospettive per le imprese, per essere sempre competitive e per esplorare nuovi ambiti di sviluppo, Caiumi ha parlato di space economy e metaverso – due frontiere tecnologiche su cui le imprese sono chiamate a confrontarsi per cogliere nuove sfide e opportunità di business.

“Il salto che il metaverso offre è paragonabile ad una rivoluzione industriale del mondo digitale: creatori e sviluppatori stanno volgendo la loro attenzione alla produzione di enormi volumi di nuovi contenuti accessibili e unici, da destinare a community ben precise di persone, ampliando notevolmente il raggio di azione per raggiungere un pubblico sempre più ampio. Per questo riteniamo che sia importante guardare alle sfide di business che il metaverso oggi pone alle imprese, e mettiamo in agenda sin d’ora la promessa di rilasciare un punto di supporto e orientamento per le imprese nei prossimi sei mesi”.

 

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Confindustria Emilia Area Centro è l’associazione di imprese nata nel 2017 dal percorso di integrazione tra le territoriali di Unindustria Bologna, Unindustria Ferrara e Confindustria Modena. Un’unica associazione capace di garantire maggiore rappresentanza a un territorio che si candida a essere il primo polo manifatturiero italiano e che, ad oggi, riunisce circa 3.400 imprese, per quasi 185mila dipendenti e un fatturato di oltre 193 miliardi di euro.

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