• 30/11/2022

Intervista Gianfranco Pasquino

 Intervista Gianfranco Pasquino

La Democrazia è in crisi? Attorno a questa domanda si articola  a Bologna e Modena un festival organizzato dalla rivista Pandora  interamente dedicato al tema-domanda e che proseguirà fino al 16 ottobre. Oggi incontriamo Gianfranco Pasquino professore emerito di scienza politica e socio dell’Accademia dei Lincei per aprire con lui un ragionamento che parta della democrazia, passi dai risultati elettorali per concludersi con uno sguardo all’economia della regione Emilia Romagna.

La democrazia è veramente in crisi?

Direi che dobbiamo distinguere, ci sono almeno due tipi di democrazia. Una è la democrazia ideale, quella a cui  tutti o quasi tutti aspiriamo, un’organizzazione in cui le persone hanno rapporti e spazi per un confronto, dove ci si può esprimere liberamente e dove la giustizia sia tale e restituisca equità. Questo tipo di democrazia non è affatto in crisi, è anzi ricercata da molti in tutto il mondo, soprattutto dai dissidenti che finiti in carcere in regimi autoritari chiedono per l’appunto più democrazia.

E la democrazia reale invece?

La democrazia reale presenta problemi, incertezze, ed è in continuo divenire, in cambiamento. Negli ultimi trent’anni però non ci sono state importanti retrocessioni di democrazie. Anche se alcuni paesi hanno serie difficoltà, penso all’Ungheria naturalmente, e anche alla Polonia.

In Italia invece la democrazia come sta?

Non benissimo direi. Ci sono cambi di Governo che rendono la situazione politica vivace, ma abbiamo diversi problemi. Abbiamo partiti organizzati in modo debole, che si reggono su basi fragili e molti non sono nemmeno veri e propri partiti, ma semplice espressione di singole personalità. Manca poi una reale preparazione da parte dei cittadini.

Perché manca preparazione da parte dei cittadini?

Principalmente perché chi dovrebbe insegnare, fare pedagogia, non lo fa. In generale c’è molta paura di discutere, di confrontarsi. Ad esempio a scuola non si vuole  che gli insegnanti parlino di politica, perché i genitori, o la stessa scuola, preferisce soprassedere e questo è gravissimo. In fondo basterebbe partire dalla Costrituzione che è pochissimo conosciuta e troppo spesso citata male.

In Emilia Romagna i risultati elettorali potrebbero cambiare l’assetto economico?

No, direi che l’imprenditoria della Regione è molto ben strutturata ed è capace di rispondere alle sfide in modo competente e perfino fantasioso. A meno di grandi sbagli da parte del Governo, il tessuto economico in regione, e le istituzioni che vi ruotano attorno, come i sindacati, non subiranno grandi cambiamenti. Sono alcuni diritti che invece mi preoccupano di più.

Ad esempio quali?

Il diritto all’aborto, o il diritto all’accoglienza, ad esempio. Giorgia Meloni è circondata da persone che non sono certo favorevoli all’aborto, mentre Matteo Salvini, come è già successo, si farà sentire per portare avanti una chiusura nei confronti dell’accoglienza. E il diritto allo Ius Scholae, che ritengo importante, avrà grandi oppositori.

Laura Branca

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