• 30/11/2022

Lavoro, Modena: ad aprile assunzioni in calo rispetto a marzo

 Lavoro, Modena: ad aprile assunzioni in calo rispetto a marzo

Si attenua la domanda di nuove assunzioni in provincia di Modena per il mese di aprile, esse infatti si fermano ad una quota pari a 4.620 ingressi previsti dalle imprese, con un calo del -13,2% rispetto al mese precedente, mentre il confronto con aprile 2021, anche se meno negativo, segna una contrazione del -2,9%.

La tendenza emerge dal bollettino previsionale mensile del Sistema Informativo Excelsior, promosso da Unioncamere in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e le Camere di Commercio italiane. Leggermente più confortante il dato a livello regionale che registra un incremento del +3,0% con previsioni di assunzione che raggiungono le 34.700 unità; lo stesso andamento congiunturale si presenta a livello nazionale dove si prevedono 368.000 nuove entrate nel mondo del lavoro (+2,5%).

Si conferma comunque positiva a Modena la previsione per il trimestre aprile-giugno 2022 che mostra ancora segnali di ripresa dopo la forte contrazione dovuta alla pandemia; nei tre mesi le nuove assunzioni prospettate saranno 16.830 con un incremento rispetto al trimestre precedente del +4,9%.

In aprile si mantiene costante rispetto al mese precedente la tipologia contrattuale; infatti i contratti a tempo determinato si fissano al 41% del totale, mentre i contratti a tempo indeterminato con una lieve crescita si discostano poco dal rappresentare un quinto delle entrate totali, arrivando per giunta ad eguagliare la fetta dei contratti di somministrazione. In ripresa la costituzione di contratti di apprendistato che salgono all’8% del totale ed in controtendenza gli “altri contratti dipendenti” che si riducono al 2%; mentre, come da premessa, rimangono invariati i “co.co.co” e gli “altri non dipendenti” che presenziano rispettivamente con quote dell’1% del 5% sul totale.

Premesso che gli ingressi per settori economici sono tutti in calo, in valore assoluto si presenta una diversa ripartizione nei diversi ambiti, che però vede sempre al primo posto l’industria con 1.710 unità, la quale rappresenta oltre un terzo del totale (37,0%). Si mostrano in leggero calo i settori dei servizi di “alloggio e ristorazione” e delle costruzioni, i quali rappresentano rispettivamente l’ 8,5% ed il 6,9% del totale. Il settore del commercio si presenta in crescita con una percentuale pari al 13,4% del totale, probabilmente perché ha già scontato una grossa contrazione nei mesi precedenti. Infine anche il settore dei “servizi alle persone” e quello dei “servizi alle imprese” evidenziano una lieve ripresa raggiungendo rispettivamente il 9,3% ed il 24,9% delle entrate totali.

Nel mese di aprile si mantiene costante la distribuzione dei gruppi professionali: rimangono stabili le richieste delle “professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi” al 18%, come anche le professioni intellettuali (6%) e le professioni tecniche (15%). In leggera crescita troviamo la ricerca di professioni non qualificate (14%), mentre cala di un punto percentuale la richiesta di impiegati (9% del totale). Analizzando il settore operaio si riscontra una crescita di qualche punto percentuale del gruppo dei conduttori di impianti e macchinari (21%), di contro però decresce la previsione di assumere operai specializzati (18% del totale).

Le entrate previste per livello di istruzione nel mese di aprile evidenziano una crescita per i lavoratori in possesso del diploma di scuola media superiore (29%), anche se la figura più ricercata rimane quella del lavoratore senza alcun titolo di studio (34%); la richiesta di figure con qualifica o diploma professionale mostrano un leggero calo attestandosi ad una quota pari al 21% del totale. In ultimo la ricerca di laureati rimane ancora la quota più bassa (15%) ed in calo di due punti percentuali.

I giovani fino a 29 anni sono preferiti nel 30,6% dei casi, l’esperienza è gradita per il 64,3% delle entrate e si ha una difficoltà di reperimento pari al 47,2%. Se si procede con un’analisi sui gruppi professionali le figure di più difficile reperimento sono i “farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita” per ben un 96,0%, successivamente troviamo gli “specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche” (75,6%) ed i “conduttori dei mezzi di trasporto” (74,9%); figurano ancora molto ricercati anche i “tecnici in campo informatico” per un 65,3% ed i “progettisti ingegneri” con una difficoltà di reperimento pari al 63,8%. Significativa anche la ricerca di “specialisti della formazione e insegnanti” che supera il 60%.

Un’analisi sulle aree funzionali di inserimento in azienda rileva infine che la maggior parte (39%) delle figure professionali dovrà essere inserita nell’area “produzione beni ed erogazione servizi”, mentre gli impieghi richiesti nelle aree tecniche e progettuali sono stabili con una previsione pari al 18% del totale; in leggero calo le figure che si dovranno occupare dell'”area commerciale e vendita”, le quali rappresentano il 15% del totale. La “logistica”, in crescita da alcuni mesi, continua il suo trend positivo con una percentuale pari al 18%, mentre solo il 7% sarà adibito all’area amministrativa ed il restante 3% ricoprirà ruoli di direzione e affari generali.

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