• 01/12/2022

Nuovo record dell’export modenese nel 1° trimestre 2022

 Nuovo record dell’export modenese nel 1° trimestre 2022

Container Cargo freight ship with working crane loading bridge in shipyard at dusk for Logistic Import Export background

Per la prima volta si raggiungono i 4 miliardi di euro trimestrali

In forte crescita i mezzi di trasporto e l’interscambio con la Cina

I dati Istat sull’interscambio internazionale elaborati dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena mostrano un nuovo record dell’export provinciale che per la prima volta supera i quattro miliardi di euro in un trimestre.

Grazie anche all’incremento dei prezzi, ammonta a 4.154 milioni di euro l’export della provincia di Modena, in aumento del 6,2% rispetto al quarto trimestre del 2021 e del 24,0% rispetto allo stesso trimestre del 2021. In totale si registra quasi un miliardo di euro in più di vendite all’estero rispetto al primo trimestre del 2021 (+804 milioni).

L’incremento tendenziale registrato in Emilia-Romagna è identico a quello modenese (+24,0%), mentre quello nazionale è leggermente più basso (+22,9%). Modena si avvicina sempre di più alla quota di export regionale di Bologna, prima provincia.

Le prime dieci province italiane per ammontare di export non mostrano molti cambiamenti e vedono Modena confermare l’ottavo posto nella graduatoria per valore assoluto di export, diventando la seconda provincia per incremento percentuale.

Il confronto tendenziale dei settori merceologici è molto positivo, con crescite a doppia cifra per gran parte di essi. La performance migliore è data dai mezzi di trasporto, che con un incremento del 31,2% divengono il primo settore per vendite all’estero, con una quota pari al 30,3% sul totale provinciale. Ottimo anche l’andamento dell’agroalimentare (+28,2%), seguito dalla ceramica (+24,3%), dalle ‘macchine e apparecchi meccanici’ (+20,7%) e dal tessile abbigliamento (+11,8%). Unico settore con incremento ad una cifra risulta il biomedicale (+6,7%), probabilmente perché era calato di meno nel periodo della pandemia.

Tranne l’Oceania (-0,3%), tutte le aree geografiche presentano incrementi a due cifre, con in testa l’Asia (+39,7%), trainata dalla Cina, seguita dagli ‘ultimi 13 paesi entrati nella UE’ (+31,9%) e dall’America Centro Sud (25,8%). Ottima anche la performance del Medio Oriente (+24,8%), del nucleo storico della UE (+22,1%), del ‘Canada e Groenlandia’ (+21,6%) e dell’Africa Centro Sud (+20,2%). Uniche aree con incrementi inferiori al 20% risultano l’Africa del Nord (+16,7%) e i paesi europei non appartenenti alla UE (+12,8%).

La classifica dei primi dieci paesi per valore dell’export vede saldamente al primo posto la Germania (+17,5%), seguita dagli Stati Uniti (+25,4%) e dalla Francia (+16,5%). Al quarto posto il Regno Unito mostra l’incremento più basso di tutti (+11,0%).

Vi sono poi crescite vigorose come la Cina, che con un +82,7% sale di ben tre posizioni in classifica, la Polonia (+39,6%), nuova entrata al decimo posto che fa uscire l’Austria, e la Spagna (+36,5%). Incrementi più moderati, ma sempre notevoli, per Giappone (+17,2%), Belgio (+14,7%) e Svizzera (+12,0%).

 

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