• 23/07/2024

Rapporto dell’OTI-Osservatorio Territoriale Infrastrutture Nord

 Rapporto dell’OTI-Osservatorio Territoriale Infrastrutture Nord

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Pubblicati i dati del Rapporto dell’OTI-Osservatorio Territoriale Infrastrutture Nord. Focus sui lavori nelle grandi infrastrutture dell’Emilia-Romagna

 

Secondo il Rapporto dell’OTI-Osservatorio Territoriale Infrastrutture Nord, il 50 per cento dei lavori per le grandi infrastrutture in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige nel 2022 è proseguito secondo i programmi, mentre un intervento su cinque è risultato in ritardo.

Per quanto riguarda le grandi opere monitorate dall’Osservatorio le cinque regioni del Nord Est sono destinatarie di oltre 7 miliardi di euro di finanziamento da parte del PNRR.

Annalisa Sassi, Presidente Confindustria Emilia-Romagna «Occorre completare il disegno infrastrutturale e logistico dell’Emilia-Romagna. Investire sulle infrastrutture determina un effetto positivo sull’economia e consente di attrarre nuovi investitori nel Paese».

OTI NORD, che monitora l’avanzamento degli iter progettuali o realizzativi di 84 grandi opere infrastrutturali nelle regioni del Nord Italia, è promosso dalle Confindustrie Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, con il supporto di Fondazione Nord Est, insieme a Confindustria Liguria, Confindustria Lombardia, Confindustria Piemonte.

«Il Rapporto di monitoraggio OTI sulle infrastrutture che realizziamo come Confindustrie del Nord – dichiara la Presidente di Confindustria Emilia-Romagna Annalisa Sassi conferma la centralità dell’Emilia-Romagna nei grandi corridoi internazionali Nord-Sud e Est-Ovest. Investire sulle infrastrutture, con tutta la dovuta attenzione all’ambiente, determina un effetto positivo sulla domanda e sull’occupazione, un effetto moltiplicatore sugli investimenti pubblici e privati, e consente di attrarre nuovi investitori nel Paese.

Il disegno infrastrutturale e logistico dell’Emilia-Romagna – prosegue la Presidente – deve essere completato, integrando gli investimenti e completando le opere prioritarie: il nodo di Bologna e il Porto di Ravenna, i cui lavori sono avviati, ma anche la Cispadana, la bretella Campogalliano Sassuolo, la Tirreno-Brennero stradale e ferroviaria. Occorre programmare investimenti per rafforzare il sistema aeroportuale di Bologna, Parma, Forlì e Rimini e le connessioni logistiche degli interporti e dei centri intermodali, fondamentale asset competitivo per l’industria».

I fattori critici legati all’inflazione
Il 2022 ha presentato importanti criticità che si sono aggiunte alle complessità degli iter procedurali per gli interventi in corso. In particolare, le dinamiche inflazionistiche che coinvolgono le materie prime per le costruzioni e il mercato dell’energia rischiano di costituire un freno all’attivazione del piano di investimenti europei previsti dal PNRR, inclusi gli investimenti legati alle infrastrutture.

Nel complesso gli incrementi dei costi registrati nel biennio 2020-22 sono stati tra il 12,4% e il 14,4%, con un aggravio dei costi straordinario per le imprese, da un lato, e per le stazioni appaltanti, dall’altro.

Le infrastrutture: andamento degli interventi
Nelle regioni del Nord Est i progetti monitorati dall’Osservatorio sono 24, per lo più inseriti nei grandi Corridoi europei: 6 di questi hanno registrato un leggero rallentamento nel corso del 2022 degli iter o delle tempistiche previste.

In particolare in Emilia-Romagna:

Corridoi Europei
Il Corridoio Baltico-Adriatico ha visto l’avanzamento dei lavori in alcune tratte della linea ferroviaria tra Bologna e Rimini, nella prospettiva futura di potenziare questa tratta con la linea ad alta velocità; ad inizio 2023 si sono avviati i lavori propedeutici per il nodo di Bologna (potenziamento in sede del sistema autostradale e alcune tratte della tangenziale); è previsto entro l’anno il via ai lavori di ampliamento di alcune tratte delle autostrade A14 e A13: quarta corsia tra Ozzano Emilia e diramazione per Ravenna, terza corsia della tratta Bologna Ferrara.

Nel Corridoio Scandinavo-Mediterraneo si registra il ritardo della procedura di avvio per la bretella autostradale Campogalliano Sassuolo: il Governo dovrebbe procedere entro l’anno con l’avviso pubblico per l’assegnazione dei lavori.

Per l’asse plurimodale Tirreno-Brennero si avviano a conclusione i lavori del primo lotto del raccordo autostradale tra l’Autostrada CISA A15 e Brennero A22; nei primi mesi 2023 è previsto l’inizio dell’iter autorizzatorio per il primo lotto del raddoppio ferroviario tra Parma e Vicofertile; è stato approvato a fine 2022 il piano di project financing per la nuova autostrada regionale Cispadana e nel 2023 dovrebbe iniziare la fase di affidamento lavori.

• Hub portuali
Il Porto di Ravenna ha visto importanti progressi sia nell’affidamento della progettazione sia nella disponibilità di risorse finanziarie grazie ai fondi del PNRR: le opere di adeguamento, a partire dall’approfondimento dei fondali e realizzazione di nuove banchine, dovranno concludersi nel 2026.

Aeroporto di Bologna
I lavori di ampliamento dell’aerostazione e completamento di altri interventi, dopo uno stop dovuto alla pandemia, riprenderanno nel corso del 2023, con un orizzonte temporale al 2030.

Le prossime scadenze
Il 2026 si prospetta come uno spartiacque fondamentale per la competitività del sistema infrastrutturale del Nord Italia. Se verranno rispettati i cronoprogrammi attuali, entro quella data saranno completati ben 49 tra lotti, tratte e singole opere funzionali degli interventi infrastrutturali monitorati, che coinvolgeranno in particolare il Corridoio Mediterraneo, i sistemi portuale, aeroportuale, pedemontano e i nodi metropolitani di Milano, Torino, Genova, Venezia e Bologna.

In particolare, nel 2026 per l’Emilia-Romagna andranno a scadenza i lavori previsti per l’autostrada A13 Bologna-Ferrara, l’Hub portuale di Ravenna e il Servizio ferroviario metropolitano di Bologna.

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Da Confindustria Emilia Romagna

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