• 26/11/2022

Presentato il primo simulatore di guida autonoma: tra 2 anni il lancio sul mercato

 Presentato il primo simulatore di guida autonoma: tra 2 anni il lancio sul mercato

Si tratta del sorprendente risultato raggiunto dal sodalizio tra Reinova e Social Self Driving: un algoritmo che “apprende” lo stile di guida di ogni persona e poi lo comunica al sistema di guida automatica

“Abbiamo fatto del motto L’innovazione incontra la creatività uno dei mantra di Reinova per spingerci oltre il limite di ciò che esiste ed è visibile dinanzi ai nostri occhi. Stiamo immaginando, insieme a Social Self Driving, un mondo connesso, condiviso e sicuro unendo le più alte forme di tecnologia e di intelligenza artificiale alla passione, creatività e spirito vincente della Motor Valley”. Con queste parole Giuseppe E. Corcione, CEO & Co-founder di Reinova – nuovo polo d’eccellenza dedicato allo sviluppo di componenti per il Powertrain elettrico e ibrido – presenta il grande traguardo raggiunto, grazie anche alla partnership stretta con Social Self Driving, startup italiana dell’ingegnere Luigi Mazzola, che ha rivoluzionato il concetto della guida di auto semi-autonome e autonome. Un obiettivo ottenuto in appena quattro mesi di collaborazione. Un algoritmo, in sostanza, che “apprende” lo stile di guida di qualsiasi individuo e poi è in grado di comunicarlo al sistema di guida automatica. Un nuovo, innovativo brevetto, che racconta come le auto-robot del futuro potranno avere “un’anima”, fino a regalarci vere e proprie emozioni.

 

Un catalogo di stili di guida personalizzati: a Modena le prime prove 

Appena qualche giorno fa, a Modena, nella sede di Reinova è stato presentato e testato il primo prototipo simulatore di guida, che rielabora lo stile personale di ogni pilota. Tempi di reazione, tocco sull’acceleratore, sul freno, movimenti alla guida: tutte istruzioni raccolte dalla macchina che vengono trasformate in un codice da trasmettere al sistema di guida autonoma del veicolo, grazie alla tecnologia del “machine learning”. Un processo che nella vita reale può essere adattato ad ogni tipo di percorso. E partendo da questi dati, i fondatori di Social Self Driving, Luigi Mazzola, Francesco Zanassi e Guido Ciapponi, hanno sviluppato la parte più “commerciale” del progetto: veicolare sui social un catalogo di stili di guida personalizzati. Reinova dal canto suo ha sviluppato hardware e software per acquisire i dati e tradurli in parametri matematici. 

“Siamo riusciti a creare – afferma Luigi Mazzola, ex ingegnere di pista del team Ferrari – quello che è alla base della nostra idea: registrare, guidare e condividere il proprio stile di guida. Abbiamo definito una partnership con Reinova che ci aiutato in questi primi mesi a definire la nostra sfida tecnologica. Attraverso un’indagine compiuta in collaborazione con un’importante Università italiana, si è visto quanto la nostra idea sia stata accettata in maniera entusiastica da una popolazione eterogenea. Si può certamente dire che è già stata creata l’attesa. Infine, è stato individuato un processo ben preciso, grazie anche all’aiuto di altre realtà aziendali, che ci garantisce la realizzabilità in breve tempo della nostra idea. Avanti tutta e verso una nuova concezione di divertimento nel mondo dell’automotive”.

“Oggi 4,55 miliardi di utenti usano i social network per condividere quotidianamente dati come messaggi testuali, voce, musica, immagini e video. Grazie a Social Self Driving – prosegue Francesco Zanazzi – tutte queste persone potranno condividere anche il proprio stile di guida. Tra un’auto che vi consente di registrare, replicare e condividere il vostro stile di guida e una che non lo permette, quale scegliereste?”.

“Siamo convinti che le pagine più entusiasmanti ed intense della storia dell’automobile siano ancora da scrivere. La svolta epocale che è in atto in questi anni, con l’enorme potenzialità delle nuove tecnologie, porterà eccitazione nel pubblico e nuove opportunità di mercato. La nostra idea è tanto ambiziosa quanto, nei fatti, molto semplice: non imporre all’essere umano di adattarsi alla tecnologia, ma dargli potere su di essa e portare innovazione unendo le potenzialità dirompenti dei social network al mondo dell’automobile” conclude Guido Ciapponi.

 

 Social Self Driving powered by Reinova dopo il brevetto punta all’ingresso sul mercato

Social Self Driving e Reinova sono già al lavoro per raggiungere il secondo step, e cioè l’immissione nel mercato dei loro prodotti. Nella fase due del progetto, infatti, si dovranno sviluppare i protocolli di dialogo con l’intelligenza artificiale che governerà i sistemi di guida autonoma nelle vetture di massa.

Siamo pronti a guidare questa ulteriore sfida – spiega Corcione – sempre nell’ottica di creare la mobilità del futuro sostenibile, connessa, condivisa, sicura e con update in tempo reale. Il progetto Social Self Driving rappresenta la sintesi di questa importante sfida tecnologica. Oggi possiamo affermare che ciò che era solo un’idea pochi mesi fa, oggi è un progetto concreto e tecnologicamente sostenibile. Rendiamo i veicoli a guida autonoma una passione in movimento, registrando, replicando e ottimizzando gli stili di guida mediante indicatori oggettivi (KPI) e l’utilizzo delle più avanzate tecniche di machine learning”.

Ma come funzionerà il Social Self Driving? Da un lato l’intelligenza artificiale di bordo permetterà di raccogliere e autoapprendere lo stile di chi si trova alla guida. In questo modo, ogni utente potrà elaborare una play list con le sue modalità di guida da applicare all’auto, in base alle sue esigenze. Un giorno magari avrà fretta e vorrà una guida sportiva, un altro magari preferirà gustarsi il paesaggio. “La guida autonoma ci asseconderà, come se fossimo proprio noi, e non un robot, al volante” continua Mazzola.

Le nostre play list di guida si possono condividere con tutti 

A questo punto, niente ci impedirà di poter condividere la nostra play list sui social. Agli amici, ai parenti e anche a perfetti sconosciuti, se il nostro stile di guida potrà rivelarsi utile ed efficace per le particolari situazioni di altre persone. “Ad esempio, per una vacanza invernale in montagna potrebbe essere utile sfruttare il tocco di un automobilista avvezzo a guidare sulla neve o sul ghiaccio” chiosa Mazzola.

Erika Digiacomo

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