• 26/11/2022

Rapporto sull’Economia romagnola 2021 : aumentano le imprese attive e cresce la produzione

 Rapporto sull’Economia romagnola 2021 : aumentano le imprese attive e cresce la produzione

Il territorio della Camera di commercio della Romagna, cioè le due province di Forlì-Cesena e Rimini, è sempre stato caratterizzato da una realtà imprenditoriale articolata, intraprendente e dinamica, che occupa un posto di assoluto rilievo nel tessuto produttivo regionale e nazionale. Accanto, infatti, a realtà imprenditoriali di rilievo internazionale, opera un numero elevato di piccole e medie imprese (il 93% delle imprese ha meno di 10 addetti) che svolgono un ruolo significativo nella creazione del valore. In particolare, il territorio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si caratterizza per una diffusa imprenditorialità, con 97 imprese attive ogni mille abitanti (Emilia-Romagna: 90, Italia: 87).

Le elaborazioni, effettuate al 31/12/2021, riportano 100.631 localizzazioni (sedi e unità locali) registrate (di cui 89.398 attive); le imprese registrate (sedi) risultano 81.820 (di cui 71.209 attive). Riguardo sia alle localizzazioni attive sia alle imprese attive, si rileva, rispetto al 31/12/2020, un aumento, che risulta essere più rilevante per le prime (rispettivamente, +1,6% e +1,1%). In termini di numerosità, assumono particolare rilievo le imprese artigiane attive (21.454 unità a fine anno), pari al 30,1% del totale (31,1% in regione, 24,8% a livello nazionale), con un incremento dell’1,0%; in crescita anche le imprese femminili (+1,4%, 21,3% del totale), le imprese straniere (+5,6%, 11,9%) e quelle giovanili (+3,0%, 6,8%).

Tra i settori di attività economica maggiormente significativi in termini di numerosità di imprese, il Commercio, che costituisce il 23,2% delle imprese attive, risulta stabile (-0,2% annuo). Il settore delle Costruzioni (15,1% del totale), pur segnato da anni da una crisi strutturale, grazie anche agli incentivi fiscali, per interventi di ristrutturazione, messi in campo dal Governo, aumenta il proprio numero di imprese attive (+3,3%). L’Agricoltura, comparto caratterizzato da dinamiche e specificità particolari, che rappresenta il 12,2% delle imprese attive totali, vede invece una diminuzione delle relative imprese pari all’1,1%. Seguono, per incidenza, il settore Alloggio e ristorazione (10,5% del totale), in aumento dell’1,5%, il Manifatturiero (8,3%), sostanzialmente stabile (-0,3%), e le Attività immobiliari (8,1%), in crescita del 2,4%. Si segnala, inoltre, la dinamica positiva dei settori “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (3,7%, +4,4%) e del comparto dei “Servizi alle imprese” (3,1%, +4,8%). Stabilità sostanziale anche per le imprese afferenti ai “Servizi alle persone” (4,6% del totale, -0,3%) mentre calano quelle relative ai “Trasporti” (3,1%, -1,5%).

I principali indicatori ISTAT del mercato del lavoro riportano i seguenti risultati nel 2021, in termini di media annua:

• tasso di attività (15-64 anni) pari al 71,7% (72,1% nel 2020), inferiore al dato regionale (72,5%) e maggiore di quello nazionale (64,5%);

• tasso di occupazione (15-64 anni) pari al 67,0% (66,5% nel 2020), minore del dato regionale (68,5%) ma superiore alla media nazionale (58,2%);

• tasso di disoccupazione (15 anni e oltre) pari al 6,3% (7,4% nel 2020), più alto di quello dell’Emilia-Romagna (5,5%) ma migliore del dato Italia (9,5%).

Nel corso del 2021 sono state autorizzate circa 21,6 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni, con un sensibile decremento rispetto al 2020 (-49,1%); in forte calo il ricorso alla CIG Ordinaria (-54,3%, 64,2% della CIG totale), così come quello alla CIG in deroga (-39,8%, 31,4%), mentre cresce la CIG straordinaria (+20,5%, 4,4%). Il 57,7% del totale di ore di CIG è assorbita dal Manifatturiero, il 15,8% dal Commercio e l’8,5% dal settore Alloggio e ristorazione.

Nel 2021 le esportazioni del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono state pari a 6.621 milioni di euro, con un incremento del 17,0% rispetto al 2020, in linea con la variazione regionale (+16,9%) ma inferiore al dato nazionale (+18,2%). Nello specifico, aumentano in modo deciso le esportazioni dei principali prodotti: +13,5% i macchinari e gli apparecchi meccanici (21,3% del totale), +6,4% i prodotti tessili, dell’abbigliamento e delle calzature (13,7%), +22,4% i prodotti in metallo (10,9%), +29,9% i mezzi di trasporto (9,0%), di cui +28,4% le navi e imbarcazioni (7,9%), +7,0% i prodotti alimentari e le bevande (7,7%), +28,2% gli apparecchi elettrici (7,3%), +12,1% i prodotti dell’agricoltura (6,2%), +32,0% i mobili (6,0%), +14,3% gli articoli in gomma e materie plastiche (5,6%) e +23,2% gli articoli sportivi (4,4%).

I principali Paesi di destinazione delle esportazioni risultano, nell’ordine, la Francia (12,7% del totale), la Germania (10,9%), gli Stati Uniti (10,0%), il Regno Unito (5,1%), la Polonia (4,4%), la Spagna (4,3%), i Paesi Bassi (3,1%), la Cina (3,0%), la Russia (2,7%) e il Belgio (2,6%); a parte la diminuzione verso il Regno Unito (-8,2%), tutti gli altri Paesi registrano un incremento, con il maggiore che spetta agli Stati Uniti (+36,7%).

La numerosità delle start-up innovative rappresenta un ulteriore elemento significativo per valutare la dinamica e la capacità di sviluppo di un sistema imprenditoriale. Sulla base dei dati aggiornati al 01/02/2022, nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 162 start-up che operano principalmente nei servizi (124 unità) e nell’industria/artigianato (28 unità); in termini di variazione annua, si registra un aumento del 4,5% (da 155 unità del 1/2/2021 a 162 unità del 1/2/2022), inferiore, però, a quello verificatosi in Emilia-Romagna (+11,4%) e in Italia (+17,3%).

In merito alla green economy, diretta espressione del concetto di sviluppo sostenibile, gli ultimi dati disponibili, aggiornati a settembre 2021, rilevano per il territorio Romagna 1.096 imprese green (il 17,4% delle imprese green regionali); rispetto ad ottobre 2020, si registra una crescita del 5,9% (+6,3% in Emilia-Romagna). Nello specifico, più della metà delle imprese green si concentra nell’Agroalimentare (57,1% del totale), a cui seguono Ciclo rifiuti (6,7%), Energia rinnovabile ed efficienza energetica (6,7%) e Mobilità (5,9%).

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