• 15/07/2024

Stellantis e filiera dell’indotto automotive

 Stellantis e filiera dell’indotto automotive

Siti automobilistici Stellantis e filiera dell’indotto dell’automotive in Italia: confronto con il Governo per un piano nazionale di rilancio

A Roma incontro con il ministro delle Imprese e del made in Italy Urso e i rappresentanti delle sei Regioni sede di siti produttivi ex Fiat-ex Fca. In Emilia-Romagna interessati gli stabilimenti Maserati di Modena e la VM di Cento (Fe).

Dobbiamo definire subito un accordo di transizione industriale che abbia al centro ricerca e innovazione, modelli, indotto, riconversione industriale: noi siamo disponibili e condividiamo il posizionamento strategico che viene dato all’automotive, anche perchè se si perde quel settore si perdono ingegneria e ricerca, fondamentali anche per mantenere un indotto di qualità come è sempre stato nella storia di questo Paese.

Così l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla, al termine dell’incontro, oggi a Roma, del ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso con i rappresentanti delle sei Regioni dove sono presenti siti produttivi del Gruppo Stellantis (ex Fiat-ex Fca).
In Emilia-Romagna gli stabilimenti interessati sono quelli della Maserati a Modena e della VM di Cento (Fe).

Emilia Romagna Economy - Stellantis e filiera dell'indotto automotive

L’incontro rientra nel dialogo che il Governo ha avviato con Basilicata, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo e Campania in previsione dell’Accordo di transizione per il rilancio industriale e produttivo della filiera dell’auto.

Il Governo, infatti, è al lavoro con le Regioni per capire come, attraverso il contratto di espansione e gli accordi di sviluppo, contratto di innovazione, il Pnrr, e i fondi si possano attrarre i capitali e gli investimenti.

“E’ evidente che stiamo parlando anche di politiche industriali europee- ha aggiunto Colla-, perchè è fondamentale dove viene deciso di produrre. Questo significa che si deve aprire una nuova discussione nel nostro Paese su questi temi. E non dimentichiamo poi che ci sono 8,5 mld del Pnrr da spendere sull’automotive, e significa che dobbiamo iniziare a decidere come utilizzarli entro il 2023 per essere operativi nel 2024: siamo già in ritardo”.

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Redazione

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