• 29/01/2023

Trasporti verso la ripresa

 Trasporti verso la ripresa

Dal Rapporto economico Unioncamere Emilia-Romagna e Regione. Focus su aereo e marittimo

Dopo due anni, il 2020 ed il 2021, fortemente caratterizzati dagli effetti della pandemia da CoVid19 e dalle iniziative di supporto pubblico di contrasto per aiutare le imprese a ridurre l’impatto economico negativo, si consolida la ripartenza del settore dei trasporti. La conferma arriva dal Rapporto sull’economia 2022 Emilia-Romagna di Unioncamere regionale e Regione che presenta alcuni approfondimenti.

Trasporto aereo

La ripresa della libertà di viaggiare anche a lungo raggio che ha caratterizzato il 2022 (a seguito dell’attenuarsi della minaccia pandemica ha permesso una buona ripresa del traffico aereo.

Secondo i dati raccolti da Assaeroporti, in Emilia-Romagna, il sistema aeroportuale ha mostrato un ottimo andamento in termini di voli (+71,4 per cento) e passeggeri (+135,5 per cento). Meno intenso ma, comunque molto positivo l’aumento della movimentazione delle merci (+12,3 per cento).

I passeggeri partiti o arrivati negli aeroporti dell’Emilia-Romagna durante i primi mesi 10 mesi del 2022 sono ammontanti a oltre 7,7 milioni.

Dalla dinamica dei passeggeri (+135,5 per cento) e velivoli (+71,4), risulta che anche a livello regionale gli aerei stanno viaggiando, mediamente, con un maggior tasso di occupazione dei posti disponibili (e/o con un aumento della capacità media dei velivoli utilizzati). Questa tendenza, che nel corso dell’ultimo anno può essere messa in relazione alla ritrovata (anche se parziale, per la parte iniziale dell’anno) libertà di viaggio che ha portato a saturare maggiormente la capacità di carico degli aerei ed al riutilizzo di velivoli più grandi (durante i lockdown le compagnie aeree avevano messo in esercizio veicoli più piccoli a seguito del crollo della domanda di viaggio).

Per quanto riguarda il trasposto dei passeggeri dell’aeroporto “Marconi” di Bologna va segnalato il notevole aumento dei valori rispetto a quanto registrato nel corso dei primi 10 mesi del 2021 (+136,7 per cento). La forte ripresa del 2022 ha interessato sia i viaggiatori internazionali (+186,2 per cento), sia quelli internazionali (+60,6 per cento).

Lo scalo “Ridolfi” di Forlì ha fatto registrare per i primi 10 mesi del 2022 oltre 73.700 passeggeri (+181,4 per cento sul 2021) e oltre 1.600 voli effettuati. Al momento, come l’anno passato, non risultano transiti di merci. I passeggeri internazionali sono aumenti molto di più di quelli nazionali che, tuttavia, rimangono la maggior parte dei viaggiatori registrati. All’interno dei viaggiatori internazionali, si segnala la performance di quelli di pertinenza della UE, cresciuti di oltre 6 volte.

L’aeroporto “Verdi” di Parma, nel periodo gennaio-ottobre 2022, fa registrare un aumento dei passeggeri transitati del 15,4 per cento, dato che segue il totale recupero dei valori pre-CoVid già messo a segno nel 2021, col totale dei passeggeri che ha superato quota 98.200. I passeggeri nazionali, infatti, registrano una contrazione dell’8,3 per cento rimanendo – tuttavia – quelli di gran lunga più numerosi. I viaggiatori internazionali, invece, risultano in notevole aumento (+106,3 per cento).

Per quel che riguarda l’aeroporto “Fellini” di Rimini, l’aumento di quasi il 211 per cento rispetto all’omologo periodo del 2021 (che segue quello del 32,8 per cento dell’anno passato) porta il totale dei passeggeri transitati a quasi 205.000. La maggior parte dei passeggeri dello scalo romagnolo è di tipo internazionale e ha riscontrato il maggior aumento nel periodo considerato (+329,9 per cento).

Trasporto marittimo

La parte di gran lunga più consistente del trasporto per vie d’acqua dell’Emilia-Romagna si svolge attraverso il porto di Ravenna che in virtù della sua strategica posizione geografica, è leader in Italia per gli scambi commerciali con i mercati del Mediterraneo orientale e del Mar Nero, concentra quasi il 40% del totale nazionale del commercio con queste aree (se si escludono il carbone e i prodotti petroliferi) e svolge una funzione importante per quelli con il Medio e l’Estremo Oriente. Secondo i dati divulgati dall’Autorità Portuale Ravennate, nei primi dieci mesi del 2022 il movimento merci è ammontato a oltre 23,1 milioni di tonnellate, un valore superiore a quello toccato l’anno precedente di oltre il 2,8 per cento. Questo risultato è il frutto della crescita di entrambe le macro-categorie di merci che transitano per il porto, le rinfuse liquide (+5,5 per cento) e le merci secche (+2,2 per cento). Nel caso delle rinfuse liquide, tutte le tipologie di merci hanno registrato aumenti dei traffici, con la sola eccezione dei prodotti petroliferi (situazione che può sicuramente essere messa in relazione agli eventi bellici e alle conseguenze che questi hanno avuto sulle quotazioni e sugli scambi di prodotti petroliferi nel Mediterraneo) mentre nel caso delle merci secche si registrano diverse contrazioni, anche significative, più che compensate dagli aumenti di merci in container, mezzi rotabili, prodotti chimici e, soprattutto, prodotti agricoli.

L’inclusione di Ravenna nel sistema della grande viabilità ed il collegamento con le principali reti trasportistiche ne fanno un porto facilmente raggiungibile dai maggiori centri italiani ed europei.

Movimprese

L’ammontare delle imprese attive nel settore dei trasporti e magazzinaggio in Emilia-Romagna nel terzo trimestre del 2022 si è ridotto rispetto allo stesso periodo del 2021 (-1,9 per cento) in maniera analoga a quanto registrato a livello nazionale (-1,7 per cento).

Gli addetti del settore sono però aumentati a livello nazionale del 2,7 per cento mentre sono rimasti sostanzialmente invariati a livello regionale (+0,3 per cento). Il risultato è stato determinato dagli aumenti degli addetti nella divisione settoriale del trasporto aereo (+8,3 per cento) e del trasporto terrestre mediante condotte (+0,6 per cento) che hanno completamente compensato le variazioni negative delle altre divisioni settoriali (trasporto marittimo -1,1 per cento, magazzinaggio -0,3 per cento e servizi postali – 2,8 per cento).

Emilia Romagna Economy

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